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Pubblicato da in Lavoro ·

Il “Milleproroghe” (Legge n. 14/2012 di conversione del Decreto Legge n. 216/2011) salva definitivamente coloro che abbiano, a seguito di un accordo con il datore di lavoro, abbandonato il posto di lavoro nella convinzione di andare in pensione entro 2 anni.
Alla fine la misura è stata approvata: secondo l'art. 6, comma II ter della legge sopra citata i lavoratori “esodati” sono stati potenzialmente esclusi dalla “Riforma Fornero” e potranno fare salva la previgente disciplina pensionistica.
CHI SONO
In linea generale gli “esodati” sono lavoratori che hanno risolto consensualmente il rapporto di lavoro nella speranza di accedere al trattamento pensionistico in tempi brevi. Nello specifico, per rientrare nella clausola di salvaguardia, è necessario essere in possesso di tutti i seguenti requisiti:
a) Accordo con il datore di lavoro. Il rapporto di lavoro deve essersi risolto bonariamente in ragione di accordi individuali, sottoscritti anche al termine della procedura di conciliazione ( ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del codice di procedura civile), o in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
b) Data della risoluzione. La risoluzione del rapporto di lavoro deve essere avvenuta entro il 31 dicembre 2011.
c) Accertamento della risoluzione: la data di cessazione del rapporto di lavoro deve risultare da elementi certi ed oggettivi quali le comunicazioni obbligatorie agli Ispettorati del Lavoro o ad altri soggetti equipollenti che saranno indicati con un apposito decreto da emanarsi entro il 30 Giugno 2012.
d) Termine. Il lavoratore deve risultare in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, in base alla previgente disciplina pensionistica, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro il 6 dicembre 2013. Il termine decorrenza si ritiene ricomprenda anche le cosiddette "finestre" di slittamento della pensione come previste dalla legge 122/2010, di conversione del decreto legge n. 78/2010 recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica.
Si tenga anche conto che dal 1 Gennaio 2013 i requisiti di maturazione previsti dalla previgente disciplina subiranno l'aumento di 3 mesi per l'adeguamento all'aspettativa di vita I.S.T.A.T. (legge n. 122/2010 citata).
TRATTAMENTO
I lavoratori in questione vengono assimilati in linea generale a coloro che rientrano nella clausola di salvaguardia di cui all'art 24, comma 15 del Decreto legge n. 201/2011 (convertito nella legge 214/2011, recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equità ed il consolidamento dei conti pubblici). Dunque fanno salva la previgente disciplina, soddisfatte le condizioni sopra elencate, nei limiti delle risorse stanziate ai sensi del citato comma.
Tuttavia l'art. 6-bis del cd. “Decreto Milleproroghe” dispone un'eccezione esclusivamente riservata ai lavoratori “esodati”. Infatti qualora risultasse, sulla base del monitoraggio di cui all’articolo 24, comma sopra citato, il raggiungimento del limite delle risorse previsto, le ulteriori domande relative a lavoratori “esodati” potranno comunque essere prese in considerazione dagli enti previdenziali, in deroga a quanto previsto dal medesimo comma 15, solamente a condizione che con apposito decreto interministeriale sia stabilito un incremento delle aliquote contributive non pensionistiche a carico di tutti i datori di lavoro del settore privato tenuti alla “Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti” (verranno considerati in primo luogo i contributi per disoccupazione, escluso il contributo al fondo di garanzia per il T.F.R., nonché il contributo integrativo dovuto per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria).
Tale soluzione, purtroppo, risolve la situazione solo per circa 65.000 lavoratori lasciando fuori, secondo alcune stime dei sindacati, negli anni successivi almeno 300.000 persone. La guerra di cifre e le scontate polemiche politiche non aiutano i lavoratori a comprendere gli esatti termini della questione.
In questi ultimi due giorni il Ministero del Lavoro, sulla problematica, avrebbe pronta una proposta secondo la quale, tramite apposito decreto, i cd. “esodati” verrebbero equiparati alla categorie protette ex lege n. 68/1999 con possibilità di ricollocarsi nel mondo del lavoro sino al raggiungimento dell'età pensionabile: in merito a tale scelta promettiamo di ritornare non appena il Ministro Fornero l'avrà comunicata formalmente.
Auspichiamo che il Governo “dei Professori” risolva in tempi rapidi dando certezza e soprattutto giustizia a questa platea di persone che chiedono di conoscere il loro futuro.




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